Rosolini ed il suo territorio
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Rosolini
si situa nell'estremità sud – orientale della Sicilia in provincia di
Siracusa tra le ultime propaggini degli Iblei a 154 m sul livello del mare
Occupa una posizione baricentrica tra le province di Siracusa e di Ragusa ,
infatti pochi chilometri la separano dalla Noto barocca , in provincia di
Siracusa, e da Pozzallo ,in provincia di Ragusa, attrezzata di scalo
marittimo per Malta. Si
tratta di una cittadina di circa 21.000 abitanti ad economia prevalentemente
agricola ma con un artigianato qualificato ed un commercio alla ricerca di
potenziamento. Il
suo territorio, diviso in due tronconi è ricco di testimonianze archeologiche
risalenti alla preistoria del paleolitico superiore (10.000 anni a.C.) e
dell'antica età del bronzo (1800-1400 a .C.) ma anche alle epoche greca,
tardo romana, bizantina , paleocristiana ed alto medievale. Il
suo paesaggio è dominato verso Ovest da numerose Cave dove, accanto alla
macchia mediterranea , domina il verde scuro del carrubo. Interessanti
sotto l'aspetto naturalistico ed archeologico sono: Cava Grande di Rosolini,
nei tratti Lazzaro, Cansisina, Croce Santa, Candelaro, Cava Scala Arangio e
Cava Prainito quest'ultima più nota come Cava Paradiso ,oasi faunistica e
botanica di grande valenza in attesa di valorizzazione , dove scorre il
torrente Tellesimo nelle cui acque ha il proprio habitat la trota
macrostigma.
Vi
proponiamo due itinerari: |
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Itinerario
storico architettonico
Centro
Storico
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Rosolini
nasce e si sviluppa lungo la balza rocciosa che si affaccia alla SS115,
definita dall'archeologo Paolo Orsi agli inizi del Novecento ” una terrazza pittoresca ” dove
per alcuni millenni l'uomo ha continuato ad insediarsi e vivere. Qui
si sviluppò nell'alto medioevo anche un borgo , qui venne realizzata un
basilica ipogeica rupestre nel IV-V sec. d.C., qui i primi feudatari della
baronia di Rosolini i De Girigia costruirono la loro rocca e qui i Platamone,
poi Principi di Rosolini edificarono il Castello a partire dal 1485 che
divenne il fulcro del borgo feudale dal 1712. Percorrendo
la bretella denominata ” Corte ”
si giunge al Castello ( oggi Oleificio Nobile) al cui interno si può ammirare
la Basilica ipogeica rupestre di suggestiva bellezza , si prosegue per la
scala feudale per giungere nel cuore del borgo antico. Nel
Vico Consiglio si trova un bassorilievo seicentesco dedicato alla Madonna del
Buon Consiglio, dove sono presenti ancora antiche costruzioni adibite al
Consiglio ed alle Deputazioni dell'Università di Rosolini. Tra
la via Sipione ed il Corso Savoia si situano bei palazzi . Ammiriamo palazzo
Sipione –Grande, tra i più antichi , fatto costruire dal Prosecreto
dell'amministrazione feudale in stile neoclassico, palazzo Savarino , antica
dimora del Governatore dell'Università, palazzo Giunta Cartia , che nel suo
prospetto raccoglie l' eclettismo progettuale praticato tra la fine
dell'Ottocento e l'inizio del Novecento dallo stile Liberty. Sulla
via Sipione è costruita la Chiesa del SS. Crocifisso, piccolo gioiello
architettonico sorta sul sito dell'antica Chiesa del Borgo nel 1927. Al suo
interno si conserva e venera la Croce Santa rinvenuta nel 1533 nell'omonimo
Eremo della Cava di Croce Santa. Il
Corso Savoia nel conservarci numerosi e bei palazzi anche del Settecento ,ci
conduce allo spazio scenografico di Piazza Garibaldi, divenuta location di
uno spot televisivo nazionale, tutta perimetrata da bei palazzi ottocenteschi
impreziositi da elementi decorativi,espressione dell'abilità e capacità
tecnica dei maestri scalpellini locali. A dominare Piazza Garibaldi è la
Chiesa Madre con un prospetto in pietra calcarea dai toni rosati i cui
elementi architettonici si ispirano all'arte greca,romana ,rinascimentale e
barocca nel rispetto della compostezza formale del Neoclassico sorto attorno
alla metà del XVIII.Il progetto della chiesa viene attribuito ad un allievo
dell'architetto siracusano Pompeo Picherali su incarico del feudatario Don
Francesco Moncada Principe di Lardaria e Rosolini nel 1728. La chiesa
ultimata nel 1840 è divisa in tre navate,sul pronao è collocato un pregevole
organo costruito dal modicano Michele Polizzi nel 1879 mentre al suo interno
presenta affreschi degli artisti Olivio Sozzi,Francesco Presti e Giuseppe
Vizzini. Vi In fondo alla navata centrale vi è l'altare dedicato a San Luigi
Gonzaga Patrono della città, nella navata di destra quello dedicato a San
Giuseppe Protettore di Rosolini. Della
devozione antica del Borgo la Chiesa Madre conserva il catino battesimale
della chiesetta del Castello ed un piviale ricamato in broccato dorato
ricavato dall'abito nuziale della principessa Maria Carolina Ventimiglia
Moncada. |
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Santuario
del Sacro Cuore e Palazzo Savarino-Criscione
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Situato
quasi in cima alla collina ,il Santuario del Sacro Cuore è meta di devozione
fervente e di pellegrinaggi da ogni parte d'Italia . La
sua fondazione è legata alle vicende umane e spirituali di Madre Carmela, al
secolo Carmela Aprile nata il 5 aprile1878 a Rosolini, che attorno
all'immagine del Sacro Cuore benedicente seppe suscitare e diffondere un
grandissimo fervore religioso tanto che la sua casetta dell'antica via
Toselli,oggi via Sacro Cuore, divenne meta di devoti, di bisognosi,di
peccatori che offrivano doni ed invocavano grazie. Nel
1958 il Santuario ebbe la sua sistemazione canonica nell'Ordine della
Visitazione Santa Maria, si accrebbe tanto da accogliere anche giovani
orfanelle Il quadro del Sacro Cuore si venera sull'altare dell'antica
abitazione e la nuova costruzione, decorata con un ciclo pittorico
dell'artista Pippo Ognibene ed impreziosita da un gruppo scultoreo
dell'artista Iano Lauretta,continua ad accogliere le preghiere dei devoti. La
festa religiosa viene celebrata l'ultima domenica di settembre con
grandissima partecipazione sin dalle primissime ore del mattino con pellegrinaggi
e doni votivi tra cui la devozione di vestirsi con l'abito religioso creato
da Madre Carmela quale ringraziamento per una grazia ricevuta. Nelle
adiacenze del Santuario domina Via Roma palazzo Savarino Criscione abitazione
signorile del primo Novecento dall'architettura sobria elegante con
reminiscenze classiche e motivi baroccheggianti. |
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Chiesa
Madre
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Sulla
scenografica Piazza Garibaldi, progettata nel 1873 e modificata nel 1880 con
progetto dei rosolinesi ing. Luigi Gugliotta e geom. Carmelo Leggio, domina
tra i palazzi quasi tutti di stile ottocentesco la Chiesa Madre. A
progettarla fu un allievo dell'architetto siracusano Picherali per incarico
del feudatario fondatore di Rosolini Don Francesco Moncada e Cirino, principe
di Lardaria e Rosolini. I
lavori iniziati il 1/12/1728 furono ultimati nel 1840, utilizzando la pietra
calcarea di contrada Scalarangio. Il
prospetto, che nel tempo ha assunto una preziosa patina di rosa dorato, si
compone di elementi architettonici ispirati all'arte greca, romana,
rinascimentale e barocca nel rispetto della nuova disciplina e compostezza
formale del Neoclassico, sorto attorno alla metà del XVIII secolo. L'insieme
è armonioso , slanciato ad opera di un equilibrato impianto plastico
arricchito da capitelli corinzi posti alla sommità delle colone barocche, da
vuoti e pieni, da sporgenze e rientranze, da ampi cornicioni che corrono e
legano in orizzontale i diversi piani mentre il campanile svetta a guisa di
robusta guglia impreziosendo la facciata. All'
interno sul pronao vi è un pregevole organo costruito dal modicano Michele
Polizzi nel 1879 e sostenuto
da un architrave sporgente, chiuso da un portone costruito nel 1925 dagli
artigiani rosolinesi Giuseppe e Salvatore Incatasciato. Numerosi affreschi la
decorano nelle tre navate dipinte dal 1862 in poi , sul secondo altare della
navata di sinistra pregevole è la pala d'altare “Madonna del Suffragio” con
figura del Cristo dipinta da Olivio Sozzi. |
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Chiesa del
Crocifisso |
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Nel
borgo antico di Rosolini la Chiesa del Crocifisso rappresentò la prima
chiesa, dopo la chiesetta di S.Girolamo presente all'interno del Castello
Platamone, ricoprendo l'importanza di Chiesa Matrice. Secondo
la tradizione sembra che la prima chiesa , ubicata in un perimetro più ampio
di quella attuale e ricavata da un grande fienile riattato nel 1673 , fu
consacrata al di SS. Sacramento. La denominazione , secondo lo storico
Giovanni Savarino fu dovuta al fatto che “ Successivamente quando la Santa Croce
fu trasferita dalla cava in paese, la chiesa ricostruita fu dedicata al SS.
Crocifisso e che nel Diario di Francesco Franzò si legge avvenne il 3 maggio
1728 ”. La
seconda chiesa fu costruita a partire dal 1728 secondo un modello tipologico
semplice ricorrente nell'architettura tardo-barocca dei centri minori
siciliani. Tale fabbrica fu abbattuta nel 1929 per far posto alla chiesa
attuale , che , su progetto dell'ing. Corrado Terranova fu iniziata a
costruire intorno al 1935, sorgendo allineata alla via Sipione. In
stile gotico-moresco è ricca di spunti plastico-decorativi e
tecno-strutturali, ed è strutturata a tre navate con la facciata , alquanto
slanciata, fiancheggiata da due torri a sezione esagonale. L'interno
è interamente in calcare giallino a conci sagomati. L'altare maggiore, è sovrastato dalla Croce Santa, effigie
quattrocentesca raffigurante il Cristo coronato di spine custodita, in una
teca indorata. La Croce , rinvenuta all'Eremo nel 1533 viene nel 1728
traslata nella chiesa oggi SS. Crocifisso e con la Deposizione dello scultore
Biagio Poidimani costituiscono due pregevoli opere d'arte. |
Itinerario
archeologico naturalistico
Eremo di Croce Santa
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La
Cava di Croce Santa, uno dei tratti di Cava Grande di Rosolini, conserva un
ricco patrimonio storico ed archeologico di notevole spessore culturale. Incastonato
nella roccia calcarea della sua sponda sinistra, vi è infatti un Eremo la cui
originaria edificazione si deve presumibilmente alla venuta in Sicilia di
Sant'Ilarione nel 363 d.C. Complesso
rupestre, tra i più interessanti della Sicilia, fu per secoli abitato da
eremiti tanto da conservare le tracce di quattro chiese , scavate nella roccia
ed edificate nei secoli a seguito dei crolli provocati dai vari terremoti ,
che colpirono questa parte della nostra isola. La prima chiesa venne insediata in un'area adibita
nell'alto medio evo a sepolcreto. Oggi di essa, a seguito del terremoto del
786 d.C., rimane la parte absidale a semicerchio, contenente un subsellium
semicircolare, interrotto al centro da una cattedra. La seconda chiesa , anch'essa interamente
rupestre, è ipotizzabile per la presenza di alcune strutture, come il moncone
di un pilastro raccordato da due archetti a pieno centro , che lasciano
pensare ad un impianto a croce inscritta con quattro pilastri centrali. Fu un
imponente crollo, forse a seguito del terremoto del 1167 a distruggerla
interamente. La terza chiesa costituisce l'ultima fase
architettonica dell'Eremo nella sua forma attuale e fu realizzata negli anni
successivi al 1533, anno di rinvenimento di una croce lignea . Ha
una facciata , sistemata con avancorpo in muratura, e l'interno ad unica
navata , dove è ancora visibile una bella serie di affreschi rispondenti ad
un vero programma pittorico di arte bizantina. Dei
dipinti sono rimaste le figure di San Teodoro e Santo Stefano, collocate
nella parete di destra, mentre le altre figure, probabilmente di Santo
Ilarione, della Vergine con il Bambino e nell'abside del Pantocrator, restano
solamente delle tracce in seguito ai danni causati dall'incuria e dai
vandali. La
solennità ieratica delle figure assieme alla uniformità delle linee, le fa
attribuire agli artigiani provenienti dall'Asia Minore e dalla Palestina,
itineranti nel Mediterraneo per dieci - dodici secoli. La quarta chiesa , ad una sola navata con abside, è
detta Grotta del Bove per
una leggenda ad essa legata. Si
narra che un bovaro della zona osservasse un bue rientrare sempre più tardi
degli altri. Un
giorno, accortosi che non aveva fatto ritorno alla masseria, lo cercò e lo
trovò dentro la grotta, in ginocchio, davanti ad una croce di legno. Il
rinvenimento avvenne nel 1533, e la Croce il 3 maggio del 1728 fu poi
traslata nella chiesa dell'attuale SS. Crocifisso, dove tuttora si venera con
grande devozione. All'
inizio del Settecento l'Eremo era ancora abitato da tre eremiti, sotto il
controllo del vescovo di Siracusa, per cessare di essere istituzione religiosa
nel 1792. |
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Basilica ipogeica rupestre IV-V sec.d.C.
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Su
di un tratto della balza rocciosa da dove ha iniziato a svilupparsi
l'originario impianto urbanistico di Rosolini, in uno spazio temporale che
parte dal lontano 1485 per giungere al 1712 , è edificata la Basilica
ipogeica rupestre . La
sua attuale configurazione evidenzia un progetto da parte degli abitanti di
un borgo, che sicuramente nell'alto medioevo dovette svilupparsi su quella
balza, che riutilizzò ipogei catacombali cristiani preesistenti inglobandoli
nella basilica a tre navate realizzata. Trattasi di una grotta che ripropone
infatti il tema paleocristiano della chiesa basilicata a tre navate . La
navata centrale è lunga m 17,60 e larga m 6,50 e si conclude con una bella
abside a pieno centro, larga m 3,74 dimezzata e comunicante con il vano di
una tomba a baldacchino. Le otto campate di archi a tutto sesto poggianti su
robusti pilastri , le tombe ad arcosolium , contribuiscono a rendere la
chiesa suggestiva nella complessità della sua struttura architettonica. Dal
1485 essa fu inglobata nel Castello che il Casato dei Platamone ,dal 1673
divenuti Principi di Rosolini, iniziò a costruire e che ultimò nel 1606. |